TREKKENFILD: NEL N.18 EUROPEI DI ZURIGO A PIU' NON POSSO E IL DECENNALE DELL'ORO DI BRUGNETTI

Il tempo di riordinare le idee ed ecco subito il personalissimo diario svizzero di Trekkenfild, pillola giornalistica periodica per digerire al meglio la nostra amata/odiata atletica. Il numero 18 datato agosto 2014 è tutto incentrato sui Campionati Europei di Zurigo, dove il curatore del foglio Walter Brambilla era presente come inviato di una delle testate sportive nazionali. I temi del mese? Riassunto, bilancio e commenti degli Europei per noi Italia scritti da Brambilla e Alessandro Castelli (presidente Cus Milano e già presidente di Fidal Lombardia), le gare di marcia raccontate da Gianni Perricelli, uno scritto di letteratura sportiva di Giorgio Cimbrico e alcuni consigli televisivi per Dino Ponchio dati da Daniele Perboni.

In chiusura di numero, una esclusiva intervista a Ivano Brugnetti in occasione del decennale del suo oro olimpico di Atene. Facciamo ammenda, anche noi di Fidal Milano ci siamo dimenticati di ricordare, mercoledì 20 agosto, l'ultima medaglia d'oro vinta da un atleta milanese, cresciuto sulla pista e sulle strade di Sesto San Giovanni sotto le cure di Antonio Latorre. Dimenticanza imperdonabile, chiediamo scusa. Proviamo vanamente a rimediare riportando qui di seguito l'intervista di Walter Brambilla al nostro campione della 20km di marcia.

Buona lettura (basta cliccare sull'immagine della copertina qui sotto).

Trekkenfild-N18-2014agostoEsattamente dieci anni fa Stefano Baldini e Ivano Brugnetti conquistarono l’oro alle Olimpiadi di Atene. Nella maratona il primo e nella 20 km di marcia il secondo. Brugnetti aprì le danze il 20 agosto con una strepitosa gara conclusasi all’interno della stadio Olimpico dopo una lotta a coltello con lo spagnolo Fernandez. Baldini nove giorni più tardi entrò per primo nel Panathinaiko, lo stadio che vide i Giochi della prima Olimpiade dell’era moderna. L’eco delle loro vittorie risuonò per parecchi giorni, quello di Baldini assunse una valenza senza confini, tant’è che ancor oggi se ne parla, se ne discute, se ne argomenta. L’oro di Ivano? Inutile stare a fare giri di parole: è finito del dimenticatoio. Entrambi hanno gareggiato sino al 2010, i risultati migliori li ha realizzati Stefano, ma anche Ivano oltre all’oro olimpico ha nel suo palmares un titolo del mondo nella 50 km a Siviglia Nel 1999. Oro che si è potuto appuntare sul petto solo tempo dopo, in seguito alla squalifica di un russo (sempre loro…), ma che vale tanto, tantissimo. Mentre Stefano Baldini terminando la sua carriera agonistica è stato chiamato alla corte di Alfio Giomi, Ivano Brugnetti, tesserato per le Fiamme Gialle, ha proseguito la sua carriera come finanziere, ora è vice brigadiere di stanza a Legnano e con l’atletica non ha più nulla a che fare. Questo però non significa che ci si debba scordare di lui. L’ho sentito al telefono e certamente le sue dichiarazioni sono state abbastanza amare: «Ho inviato una mail alla Presidenza della Fidal: Questo il testo: “Buongiorno a tutti, nella giornata di ieri ho festeggiato l’anniversario dei miei 10 anni da Atene. Pensavo e speravo in una telefonata o messaggio da parte vostra. Non ho ricevuto nulla. Forse non sono stato così importante per la Federazione. Resta il fatto che nonostante la non presenza da parte della Federazione tutta, ho festeggiato alla grande il mio anniversario con le persone che più mi sono vicine. Auguro a tutti di poter arrivare a tale successo. Cordiali saluti.”» La -stessa mail è stata inviata tramite il tecnico ex atleta Parcesepe alle Fiamme Gialle. Nessuna risposta. Ivano è un torrente in piena ci ricorda che le Fiamme Gialle lo spedirono all’aeroporto di Linate ad accogliere Martina Caironi vincitrice dei Giochi Paralimpici. «L’ho attesa con un mazzo di fiori e una torta. Ah scordavo, ho pagato tutto io. L’unico che si è ricordato del sottoscritto oltre al marciatore Giorgio Rubino, un comandante che ho conosciuto per motivi di lavoro, e che nulla a che fare con l’atletica, lui mi ha telefonato il giorno 20 agosto. Non mi deprimo affatto: il mio nome resterà nella storia. Gli altri?»